sabato 26 novembre 2016

Interpellanze

Nell'ultimo Consiglio Comunale, come gruppo "Tradizioni e Sviluppo" abbiamo presentato tre interpellanze.
Di seguito potete trovare l'elenco degli oggetti esaminati e il collegamento ai testi degli atti:

1) Consorzio di Bonifica --> Link

2) Consorzio Acquedotto Valnure --> Link

3) Affidamento strutture sportive --> Link

lunedì 21 novembre 2016

Perché (ancora) NO

Il 4 dicembre saremo chiamati ad esprimerci sulla proposta di riforma costituzionale approvata dal Parlamento.
La consultazione referendaria sarà di estrema importanza, in quanto con essa ci appresteremo ad andare incontro ad uno spartiacque decisivo della storia repubblicana.
Per quanto mi riguarda, voterò NO.
Spiego brevemente i motivi della mia scelta.

1) L'aspetto insensato.
Un Senato NON più elettivo, composto da consiglieri regionali/sindaci dotati dell'immunità parlamentare e che, oltretutto, farebbero i senatori a tempo parziale (i due ruoli sono difficilmente compatibili), è forse una delle idee più orribili e malsane che potessero propormi.
Se proprio si ritenesse un problema la presenza del Senato (cosa opinabile), allora l'unica soluzione sarebbe abolirlo completamente.

2) Il cappio al collo.
L'inserimento del binomio "Unione Europea" per 12 volte nella nostra Costituzione, in particolar modo nell'articolo 117 ("La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione Europea e dagli obblighi internazionali"), determinerà una completa sottomissione del nostro ordinamento giuridico alla volontà (esterna) della Commissione Europea.
Ciò significa che, in un ipotetico futuro, se da Bruxelles emanassero direttive contenenti disposizioni volte ad impegnare Governo e Parlamento, ad esempio, a tagliare porzioni di spesa nei comparti della sanità o dell'istruzione, oppure ad imporre nuove tipologie di tasse e imposte (o aumentare quelle esistenti), lo Stato italiano non avrebbe più facoltà di opporvisi, ma dovrebbe servilmente assecondare tali ordini dall'alto.

3) I finti risparmi.
La riforma costituzionale oggetto di referendum punta a modificare 47 articoli su 139, risultando la più corposa mai proposta dal 1948 ad oggi: è una vera e propria riscrittura della Carta, non una semplice modifica.
A giustificazione di questo vasto cambiamento, avremmo un risparmio certo di soli 57,7 milioni di euro (nota protocollo 83572, Ragioneria Generale dello Stato): una somma irrisoria, che nemmeno lontanamente potrebbe fungere da contropartita.

4) Dignità cercasi.
L'attuale Parlamento, eletto a febbraio 2013 con una legge elettorale dichiarata incostituzionale (Sentenza 1/2014, Corte Costituzionale), ha visto finora il cambio di schieramento di ben 336 parlamentari.
Date queste due condizioni, quale legittimazione politica e morale possono avere i membri delle due camere per assumersi la responsabilità di mutare la nostra Carta?
A mio parere, nessuna (nessuna!)

5) Un po' di ironia.
L'affermazione "Anche se la riforma non è il massimo, bisogna comunque cambiare la Costituzione perché è troppo tempo che ci si sta provando, senza successo" è quasi come dire: "Ho una moglie bellissima ma, siccome stiamo insieme da 20 anni, ho voglia di tradirla con la prima che passa, anche se palesemente più brutta".
Io non sono sposato, però ipotizziamo che lo sia.
Ecco, diciamo che se proprio volessi mettere le corna alla mia consorte, perlomeno cercherei di farlo con una donna per la quale veramente ne valga la pena, altrimenti mi terrei stretto quella che ho.