martedì 21 marzo 2017

Notizie dal fronte

SICUREZZA URBANA

Il Ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha proposto e fatto approvare dal Consiglio dei Ministri il Decreto Legge 14/2017 ("Disposizioni in materia di sicurezza delle città"), recante una serie di misure che mirano a contrastare vari fenomeni di illegalità: criminalità predatoria, spaccio di stupefacenti, accattonaggio con impiego di minori o disabili, abusivismo e occupazione illecita di spazi pubblici.
I Sindaci hanno ora a disposizione strumenti molto più efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini, potendo emanare provvedimenti (ordinanze) dalla portata maggiormente ampia e specifica.
La questione, adesso, è esclusivamente di volontà politica delle singole amministrazioni.

FUSIONI, UNIONI E GESTIONE ASSOCIATA DELLE FUNZIONI FONDAMENTALI

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con Ordinanza 1027/2017, ha accolto il ricorso, presentato da una serie di Comuni, in merito alla legittimità costituzionale dei commi da 26 a 31 dell'art. 14 del Decreto Legge 78/2010, rilevando non manifestamente infondata la questione, e trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale.
I proponenti dell'azione legale, nella fattispecie, hanno sollevato il dubbio di costituzionalità relativamente:

1) alla natura dell'atto normativo con cui sono state effettuate le disposizioni di cui al punto successivo, ossia un Decreto Legge, per il quale si ritengono non rispettate le caratteristiche di necessità ed urgenza (si veda art. 77 della Costituzione)

2) all'obbligo, riferito ai Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti o a 3.000 se appartenenti o appartenuti a comunità montane, di gestione associata in convenzione o in Unione delle funzioni fondamentali, con riferimento ai principi di buon andamento, differenziazione e tutela delle autonomie locali.

3) alla violazione o elusione delle procedure previste dall'art. 133 della Costituzione (referendum popolare come quello del 16 ottobre 2016) per l'istituzione di nuovi Comuni, nonché alla violazione degli artt. 114 e 119, in relazione all'autonomia organizzativa e finanziaria degli enti locali.

Quella che la Corte Costituzionale emetterà potrebbe essere una sentenza di importanza strategica per il futuro di tutti i Comuni italiani, quindi anche di Ponte Dell'Olio, in quanto se dovesse accertare integralmente i vizi di costituzionalità oggetto di ricorso succederebbero le seguenti due cose:

- ogni Comune al di sotto dei 5.000 abitanti non avrebbe più l'obbligo di gestire in forma associata le funzioni fondamentali tramite Unione o convenzioni, ma potrebbe determinare liberamente il suo agire in base alle proprie esigenze

- Sindaci e amministratori vari cesserebbero definitivamente di sbandierare, a fini elettorali o referendari, lo spettro di fusioni obbligatorie imposte dalla Regione di appartenenza o dallo Stato (cosa che già sapevamo essere non corrispondente al vero!)

lunedì 13 marzo 2017

Leggere il bilancio - Previsionale

L'argomento trattato trova la propria disciplina nel Titolo II ("Programmazione e bilanci") del Testo Unico Enti Locali (Decreto Legislativo 267/2000).

Le immagini sottostanti (cliccare per ingrandire) sono tratte dai bilanci previsionali riferiti rispettivamente agli anni 2015, 2016 e 2017.
I contenuti, per la precisione, sono relativi alle sole entrate, ma ciò non deve destare preoccupazione: la sezione uscite differisce solamente per un termine: al posto di "accertamenti" è presente "impegni".
Come possiamo osservare, la conformazione grafica non è mutata particolarmente nel corso del tempo, se non per quanto riguarda il previsionale 2017, molto più schematico e riassuntivo dei precedenti, il quale, però, compensa con una maggiore analisi dei contenuti nei suoi vari allegati.
Detto ciò, vediamo nel dettaglio il modo in cui comprendere quanto scritto nel nostro bilancio.
Sulla sinistra abbiamo l'elenco delle entrate, classificate secondo i dettami elaborati annualmente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Sulla destra, nei primi due modelli (2015 e 2016), vi sono le voci "accertamenti ultimo esercizio chiuso", "previsioni definitive esercizio in corso" e "previsioni di competenza per l'esercizio al quale si riferisce il presente bilancio".
Nella prima voce sono iscritte le entrate accertate (obbligazioni giuridicamente perfezionate) riferite al rendiconto consuntivo dell'esercizio precedente.
Nella seconda voce abbiamo quelle che sono le previsioni definitive relative all'esercizio in corso, nella fattispecie il totale delle entrate che si prevede di accertare entro il 31 dicembre.
Nella terza ed ultima voce, infine, abbiamo le previsioni di competenza che dovrebbero dare luogo ad accertamenti nell'esercizio successivo, con indicati i movimenti in aumento o in diminuzione rispetto a quello corrente e le somme risultanti.
Nel più recente modello (2017) assistiamo ad un cambiamento di forma: scompaiono gli "accertamenti ultimo esercizio chiuso", evidentemente ritenuti superflui dal legislatore (si rimanda tutto al consuntivo), e compare la voce "residui presunti al termine dell'esercizio (2016)", ovvero le entrate accertate con riferimento all'esercizio in corso che si prevede di non riscuotere entro il 31 dicembre.
Sempre in relazione a tale ultimo modello, che copre un arco triennale, per il primo anno successivo la legge impone di effettuare le previsioni sia in termini di competenza che di cassa (entrate che si prevede di riscuotere), mentre per i due seguenti solamente per la parte di competenza.

2015


2016




 2017


mercoledì 8 marzo 2017

Leggere il bilancio - Struttura

Il bilancio comunale, alla pari di qualsiasi altro tipo di schema previsionale o consuntivo, ha una sua precisa struttura, modificatasi nel corso degli anni in seguito ai vari interventi legislativi.
Nella nostra analisi ci concentreremo sulla configurazione attualmente in vigore, tralasciando le precedenti versioni.

Le entrate, ai sensi dell'art. 15 del Decreto Legislativo 118/2011, sono classificate in:

- Titoli --> fonte di provenienza (esempio: Entrate tributarie, contributive e perequative)

- Tipologie --> natura giuridica (esempio: Imposte, tasse e proventi assimilati)

- Categorie --> oggetto (esempio: Imposta municipale propria)

- Capitoli --> ulteriore classificazione

- Articoli --> ulteriore classificazione

Le uscite, ai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 118/2011, sono classificate in:

- Missioni --> funzioni fondamentali (esempio: Servizi istituzionali, generali e di gestione)

- Programmi --> aggregati omogenei di attività (esempio: Ufficio tecnico)

- Titoli --> articolazione dei programmi (esempio: Spese correnti)

- Macroaggregati --> ripartizione ai fini della gestione (esempio: Interessi passivi)

- Capitoli --> ulteriore classificazione

- Articoli --> ulteriore classificazione

Nei due schemi seguenti è possibile visionare il quadro completo di entrambi i rami del bilancio:

1) Entrate (sezione "Enti locali")

2) Uscite